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The light of you pierces through the dark night (ITA)

Summary:

"Di solito – se è fortunato – gli bastano pochi minuti per tornare presente a sé stesso e realizzare che no, no, non è rimasto nei sotterranei bui di una vecchia segheria abbandonata, con i vestiti macchiati di polvere da sparo e sangue e l'anima a brandelli, preda di un dolore nero, divorante, un dolore impossibile da immaginare, da accettare, da sopportare – eppure."

Raccolta di storie brevi e indipendenti.

Notes:

Nell'ultimo mese ho letto la novel due volte e sono riuscita a guardare la serie per intero.
Era inevitabile che arrivassi qui, prima o poi.
Com'era ampiamente prevedibile, eccomi pronta (?) a cominciare una nuova raccolta - il procedimento è il solito: arco cronologico variabile, pov alternati se mi riesce, aggiornamenti random e nessun limite di tempo. Questa volta credo che ci saranno solo storie indipendenti e per lo più brevi, del resto le flashfic rimangono sempre e comunque il formato che mi è maggiormente congeniale. Se necessario, mi avvalgo della possibilità di cambiare il rating.
Vediamo come va, non ho progetti precisi in testa al momento.
Grazie a chiunque passerà di qui <3

Chapter 1: Can you hold me?

Summary:

“Ho solo bisogno di stare abbracciato a te, per tutta la vita.”
(Post-canon)

Notes:

(See the end of the chapter for notes.)

Chapter Text

“Just wrap me in your arms, in your arms
I don't wanna be nowhere else
take me from the dark, from the dark
I ain't gonna make it myself
put your arms around me
put your arms around me
let your love surround me
I am lost
I am lost.”

 

 

 

Nei suoi sogni, a volte (spesso), Luo Wenzhou tiene fra le mani un anello di ferro.

Lo sente reale sotto i polpastrelli, gelido e maligno, più concreto – quasi – del corpo tiepido che, ignaro dello sgomento che gli contrae i muscoli in spasmi violenti, riposa tranquillo al suo fianco.

(Lui è presenza costante e tenace – inevitabile  –, lo accompagna nell’incoscienza del sonno, lo segue furtivo durante le ore di veglia – per Luo Wenzhou, adesso, non esiste più solitudine, nessuna incertezza a ostacolare i suoi passi.)

Nel momento in cui, con uno sforzo sovrumano, riesce infine a liberarsi dall’incubo, Luo Wenzhou spalanca gli occhi e si ritrova a fissare terrorizzato il soffitto. Avverte le gambe tendersi attorno a un groviglio di lenzuola umide, la gola che pulsa e si serra, il cuore impazzito nel petto.

Di solito – se è fortunato – gli bastano pochi minuti per tornare presente a sé stesso e realizzare che no, no, non è rimasto nei sotterranei bui di una vecchia segheria abbandonata, con i vestiti macchiati di polvere da sparo e sangue e l'anima a brandelli, preda di un dolore nero, divorante, un dolore impossibile da immaginare, da accettare, da sopportare – eppure.

Anche questa notte, nascosto nella penombra, Luo Wenzhou trema.

I contorni familiari della sua camera da letto, rischiarata a malapena dall’alone fioco di una lampada, prendono lentamente forma davanti al suo sguardo offuscato. Dai denti gli sfugge un sibilo lungo, sommesso.

Luo Wenzhou si volta sopra il cuscino e Fei Du è lì – è lì ed è vivo, vivo grazie al cielo, vivo e caldo e meraviglioso.

Deve concentrarsi su questo.

Fei Du – è – vivo.

Il ragazzo si sveglia, all'improvviso, ma Luo Wenzhou non ne è affatto sorpreso. Fei Du solleva le palpebre e lo guarda, lo scruta intensamente, con quelle sue iridi insondabili, splendenti, simili a lampi che guizzano al di là di pozze oscure e profondissime. Fei Du cerca le dita di Luo Wenzhou per annodarle alle sue e comincia a muoversi piano accanto a lui, silenzioso e sensuale come un gatto. Si avvicina e gli si preme contro, gli bacia la fronte e uno zigomo, con tenerezza lieve, avvolge e attira Luo Wenzhou a sé in un gesto intimo, sicuro, imperioso e delicato a un tempo.

Non gli fa domande. Non è necessario.

Perché Fei Du capisce, sempre.

Fei Du gli legge dentro.

La sua pelle è morbida, accogliente e irresistibile e Luo Wenzhou vi si abbandona, affonda in una presa solida che sa di fiducia e comunione, di appartenenza e possesso, di comprensione, di sostegno, di futuro – di casa.

“Ho solo bisogno di stare abbracciato a te” Luo Wenzhou gli sussurra a un soffio dalle labbra, “per tutta la vita”.

Fei Du fa scivolare le braccia dietro la schiena di Luo Wenzhou e ci si aggrappa stretto, strettissimo – sono i loro corpi a chiamarsi, a riconoscersi – in ogni curva, anfratto e straordinaria imperfezione –, a sciogliersi l'uno nell'altro come se da questo dipendesse la loro stessa salvezza, travolti (dominati consumati protetti) dalla furia di un sentimento tanto potente e feroce da non aver bisogno di parole per essere portato alla luce.

Perché tutto è già scritto sui loro volti, inciso a chiare lettere nei loro cuori.

“Il tuo posto è qui, Capitano”.

La bella bocca di Fei Du si schiude in un sorriso disarmato e sincero, dolce come il più proibito dei peccati, e altrettanto invitante.

Questo è il sorriso che voglio baciare.

“La tua casa è fra le mie braccia”.

E la tua fra le mie, amore mio.

 

 

 

“Can you hold me?
Can you hold me?
Can you hold me in your arms?”

 

 

 

 

Soundtrack: NF (ft. Britt Cole), Can you hold me.

Notes:

Spero che questa piccola storia vi piaccia, se vi va, fatemi sapere cosa ne pensate.
Grazie a chiunque leggerà <3
A presto (spero)!