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Swing

Summary:

"Nell’incubo c’era un uomo, una fata dalla pelle grigia che non conosceva. [...] Il Re del Desiderio osservava divertito la sua miseria, rideva fragorosamente e si reggeva la testa considerando un bellissimo gioco l’intera situazione, mentre (Y/n) veniva sopraffatta dai lombrichi. Le mancava il respiro…
[...]
«Finalmente ti sei accorta di Swing»."

Notes:

Questa è l'unica cosa che mai potrei scrivere su Swing, a meno che non vogliate che sfoci nel Dark Romance disturbante. Già questo lo è un po'. Purtroppo il personaggio è molto figo, ma anche tanto inquietante e psicopatico, un romance sano sarebbe praticamente impossibile.

Avvertenze: Spoiler dell'evento Lost In The Book With Tim Burton's The Nightmare Before Christmas, parte 2. L'evento ha una cronologia controversa. Ace ha già la sua magia unica (che nella Main Story ottiene a maggio), mentre i personaggi dichiarano che l'evento si svolge poco dopo Halloween (quindi a novembre), di conseguenza nel suo anacronismo, ho deciso di piazzare temporalmente questa fic post Capitolo 4 e inizio/durante il Capitolo 5 della Main Story. Ciò vuol dire che Ramshackle non è ancora stato ristrutturato.

Work Text:

Stava avendo un incubo e i tuoni e lampi fuori dal dormitorio sgangherato dovevano esserne una parte della ragione.

(Y/n) si agitava nel letto, cercando la pace sotto quelle coperte che non proteggevano molto dal freddo che trapassava le finestre. In fondo il dormitorio cadeva a pezzi, non si aspettava mica che le deboli strutture in legno che a mala pena si reggevano in piedi potessero mai chiudere fuori freddo e rumori, meno che mai che una coperta da sola potesse fare il lavoro che avrebbe dovuto fare la struttura.

Nell’incubo c’era un uomo, una fata dalla pelle grigia che non conosceva. Lo chiamavano il Re del Desiderio e la sua avarizia era così grande che non si accontentava mai di ciò che aveva, ma cercava di rubare quanto più poteva, a cominciare dalle festività. Era gennaio, le vacanze invernali erano terminate da poco, doveva essere questa la ragione per cui l’essere strano di cui aveva solo letto una volta in un libro stava infestando i suoi sogni. Vedeva il suo sorriso, sentiva delle parole lontane fra i rombi dei tuoni e un’orda di vermi la stava assalendo, circondandola e arrampicandosi su per gli arti. Il Re del Desiderio osservava divertito la sua miseria, rideva fragorosamente e si reggeva la testa considerando un bellissimo gioco l’intera situazione, mentre (Y/n) veniva sopraffatta dai lombrichi. Le mancava il respiro…

Con un pesante tuono gli occhi si spalancarono, si mise a sedere con uno scatto e prese una profonda boccata d’aria come se fosse rimasta in apnea troppo a lungo. L’incubo era sembrato così vero, per un attimo aveva davvero creduto che la stavano seppellendo viva, percepiva ancora la disgustosa sensazione strisciante sulla pelle. Sospirò cercando di calmare il battito cardiaco e piegò le gambe ancora coperte per poggiare le braccia sulle ginocchia e la fronte su di esse. Era solo un incubo… però la finestra era spalancata. Il lieve sbattere richiamò la sua attenzione. Stava piovendo dentro e se non si sbrigava a chiuderla di nuovo i vetri si sarebbero potuti rompere. Gli infissi erano così vecchi che non si meravigliò nemmeno che non avessero retto al forte vento, almeno fino a quando non si accorse che la maniglia non aveva ceduto, girandosi il minimo per far spalancare i vetri, ma era stata completamente ruotata.

«Finalmente ti sei accorta di Swing».

Il forte sussulto fu coperto da un tuono e il lampo veloce illuminò per un attimo un uomo seduto spavaldo sul davanzale del camino, davanti allo specchio di Mickey. Pelle grigia, sorriso da psicopatico, i tatuaggi che richiamano dei millepiedi: era la stessa fata di cui stava sognando poco prima. O forse stava ancora sognando.

«Chi sei? Come sei entrato? Che cosa vuoi?», si agitò e la sensazione era reale, le stava insinuando il dubbio che adesso non fosse più nell’incubo.

«Quante domande per un piccolo insetto», continuava a sorridere, ancor più divertito dal suo panico, «ho tanti nomi, mi chiamano in diversi modi, ma come ti ho detto, tu puoi chiamarmi Swing. Swing come la danza, come il caso e il fato nelle scommesse. Swing… swing…», canticchiò muovendo un dito per aria. «Ma questo tu dovresti già saperlo, vero, (Y/n)?»

«Come fai a sapere il mio nome!?», si mosse sul letto, sentendo un nuovo panico insinuarsi in lei. Era una situazione surreale, doveva per forza essere un sogno, pur se i sentimenti parevano veri.

«Non volevi sapere come Swing è entrato e cosa vuole? Una domanda alla volta, piccola ragazza avara», ridacchiò. «Non ho bisogno di porte, però trovavo divertente farti spaventare un po’, quindi Swing ha aperto la finestra, e sul cosa vuole…», saltò giù dal camino e se ne andò a spasso per la stanza, a suo agio in un ambiente che non avrebbe dovuto essere suo. «Swing vuole ballare un po’ insieme a te, Grim e tutti gli altri ragazzi», chiuse la finestra prima di rivolgerle di nuovo il sorriso inquietante. «Una battaglia vinta non vuol dire la fine della guerra: Swing alla fine ottiene sempre ciò che desidera. E desidera tutto».

«Esci di qua! Adesso! Prima che chiami aiuto!», alzò la voce, anche nella speranza che Grim si svegliasse, ma forse per via del temporale, una vocina un poco più alta pareva non fare effetto.

Swing si avvicinò al letto ridacchiando, ma la risata non raggiungeva gli occhi, che erano fissi su di lei.

«Sei fortunata a non avere poteri magici, vermetto, Swing è limitato», continuò a fissarla, il sorriso piano piano spariva, offuscato da pensieri profondi o forse da decisioni complesse che non riusciva a prendere su due piedi. Alla fine si voltò a osservare la stanza. «Spero ti sia divertita a festeggiare il Natale, a soppiantare la festa di Swing, perché sarà l’ultimo anno che succederà. Il Re del Desiderio desidera e Swing desidera così forte che lo ottiene sempre», ritornò a lei con un piccolo sorriso innocente. «Swing desidera anche te. Ma lascerò al fato decidere cosa deve fare. Se esce testa, lo farà adesso; se esce croce, aspetterà».

La fata recuperò una monetina da sopra la scrivania della ragazza e la lanciò in aria. (Y/n) osservò il moto con lo sguardo corrucciato, incredula di ciò che stava succedendo davanti al suo naso. Solo quando la moneta atterrò sul palmo e Swing la rigettò sul dorso dell’altra mano che si accorse della surreale scommessa che la fata aveva appena piantato su di lei.

«Hai fortuna: Swing ti lascerà stare per un altro anno. Tornerà, prima o poi Swing tornerà», si ficcò la moneta in tasca e mosse i primi passi verso la porta. «Buonanotte», dichiarò prima di sparire in una nuvoletta di scintille scure.

Fu allora che (Y/n) capì che non stava sognando affatto.