Work Text:
Il demone ha guidato a lungo, senza una meta e senza prestare attenzione alla strada. La Bentley ha schivato agilmente pedoni e mezzi in movimento, ma anche pali, alberi, cabine telefoniche, nell’eroico tentativo di evitare una fastidiosa discorporazione al suo proprietario. Quando si è vista davanti un ostacolo più grosso ha deciso di porre fine a quella folle corsa.
Improvvisamente i freni si sono attivati con forza e nell’abitacolo un airbag è comparso dal nulla, impedendo a Crowley di volare fuori dal parabrezza.
“Che diavolo…”
Disorientato e infastidito, fa scomparire l’airbag con uno schiocco di dita. Un muro di pietra ricoperto d’edera è a pochi centimetri dal cofano dell’auto. Si volta ad osservare lo sfacelo dietro di sé: le piante sul sedile posteriore sono cadute in tutte le direzioni, spargendo terra ovunque. Solo il terrore delle ripercussioni ha impedito che i vasi andassero in frantumi.
Un breve gesto della mano potrebbe riportare tutto allo stato precedente ma Crowley sospira stancamente e, roteando il collo, sposta lo sguardo verso l’esterno.
E’ sera e non sa quanto si è allontanato da Londra. Probabilmente non molto a giudicare dalla lunga fila di casette a schiera davanti a lui. Le tante luci accese in quelle case gli ricordano che lui non ha un posto in cui tornare. Non un appartamento, non un amico o un lato nell’eterna lotta tra il paradiso e l’inferno. Ed è stanco di girare a vuoto e di quel suo inguaribile ottimismo che non gli è servito a nulla.
Inevitabilmente i pensieri tornano agli avvenimenti della mattina, alla discussione con Aziraphale, plagiato da quel malevolo essere che si fa chiamare Voce di Dio, al bacio, inutile ultimo tentativo di farlo ragionare, di mostrargli a cosa sta rinunciando per tornare nei ranghi del paradiso. Automi senza un pensiero indipendente, dal più innocente scrivano al più temibile serafino, soldatini nelle mani dei pochi che, in assenza di Dio, hanno preso il comando.
“Riportarlo allo stato angelico, che stupidaggine!”
Soltanto il creatore ha quel potere e di sicuro non lo userebbe su un demone come lui. E comunque avrebbe preferito cadere nuovamente nello zolfo bollente che tornare in paradiso. Aziraphale avrebbe dovuto saperlo. Quel ridicolo, idealista, stupido angelo si è lasciato abbindolare dal Metatron come un novellino.
E ora? Niente più serate al Ritz, niente negozio di libri, niente gruppo di due. Vorrebbe sbattere una porta per lasciarsi tutto alle spalle ma non maltratterà la sua fedele Bentley.
Domani si troverà una casa, dove tenere le piante e chiudere il mondo fuori dalla porta chiusa.
E quando sarà il momento aiuterà gli umani a combattere contro tutti, anche il suo angelo se necessario, perché non gli è rimasto altro che la Terra e per D, Sat, per qualcuno, non si lascerà portare via anche quella!
