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Relax. Nothing is under control

Summary:

Questa fic partecipa alla Writober2022 di Fanwriter.it

Dal testo:
"Era una notte silenziosa a Londra. Una notte stranamente tranquilla, anche perché la terra non avrebbe dovuto vederla quella notte."

Work Text:

Era una notte silenziosa a Londra. Una notte stranamente tranquilla, anche perché la terra non avrebbe dovuto vederla quella notte. Sarebbe dovuto finire tutto su quel pianeta, invece l'umanità si apprestava a trascorrere un'altra tranquilla serata.
Aziraphale ancora non credeva a tutto ciò, mentre era seduto nel salotto dell'appartamento di Crowley. Sorseggiò la sua tazza di thè, il silenzio di quella casa a fargli compagnia. Crowley era nel suo studio, a far cosa l'angelo non sapeva dirlo. Si era chiuso lì appena varcata la soglia. Aziraphale poteva sentirlo rimuginare sugli avvenimenti della giornata, un misto di preoccupazione e paura.
L'angelo sospirò, alzandosi finalmente dal divano. Si avvicinò all'uscio dello studio, osservando il demone ricurvo sulla poltrona, un fascio di luce lunare che timidamente illuminava la sua figura.
Lo raggiunge e, senza dire nulla, gli circondò il collo e lo strinse a sè.
Crowley oppose una leggera resistenza all'inizio, per poi abbandonarsi a quella stretta.
Aziraphale sentì finalmente l'aura di paura e tristezza diradarsi.
- Credevo di averti perso... All'incendio. - Disse il demone, nascondendo il viso nel suo panciotto.
- Eppure eccomi qui mio caro. Ancora intero. - Aziraphale tentò di calmarlo, carezzandogli I capelli.
Un altro secondo di silenzio, poi fu Aziraphale a dare voce alle sue preoccupazioni.
- Cosa credi che ci faranno adesso? - Il demone alzò il capo per guardarlo negli occhi e solo in quel momento l'angelo si accorse che non portava i suoi soliti occhiali scuri.
- Qualsiasi cosa sia, dobbiamo essere pronti. - Disse deciso Crowley, stringendo la presa intorno all'altro. - Non permetterò di torcerti un capello. Non di nuovo. -
Aziraphale ricambiò la stretta, ripensando all'ultima profezia di Agnes Nutter. Qualunque cosa volesse dire, quella era la chiave della loro salvezza.
Presto avrebbero giocato con il fuoco e Aziraphale non poteva essere più terrorizzato.