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Rating:
Archive Warning:
Category:
Fandom:
Relationship:
Characters:
Language:
Italiano
Stats:
Published:
2022-02-24
Words:
588
Chapters:
1/1
Kudos:
29
Hits:
43

Bianco

Summary:

Storia scritta per il Cow-t 12 con il prompt "Nel Bianco"

Introspezione di Roy Mustang su di un suo incubo ricorrente

Work Text:

-Titolo: Bianco

-Fandom: Fullmetal Alchemist

-Pairings: Roy/Ed

-Genere: Romantico, Flash-fic

-Personaggi: Roy Mustang, Edward Elric

-Warnings: Shounen-ai

-Raiting: Verde

-Disclaimer: Tutti i personaggi di questa storia sono maggiorenni e comunque non esistono/non sono esistiti realmente, come d’altronde i fatti in essa narrati. Inoltre questi personaggi non mi appartengono, ma sono proprietà del rispettivo autore. Questa storia è stata scritta senza alcuno scopo di lucro ma solo per puro divertimento.

-Note dell'autore: Questa storia partecipa al contest COW-T 12 -THE CLASH OF THE WRITING TITANS dodicesima edizione. Il tema della missione è  “NEL BIANCO”.

 

 

 

Bianco.

 

Tutto intorno a lui era bianco.

 

Solo un portale di pietra stava lì, sospeso e solenne, insieme a lui.

 

Non aveva praticato una trasmutazione umana volontariamente. Era stato costretto eppure era lì. Non c'era giustizia in quello che era successo ma a lui non importava.

 

«Stupido arrogante, ti mostrerò la verità»

 

Tutto era bianco e poi ci fu il buio.

 

«Ah!», si svegliò di soprassalto.

 

Roy ancora aveva incubi su quel posto.
Sebbene avesse riacquistato la vista grazie al dottor Marcoh e fossero trascorsi molti anni dal giorno della promessa e lo scontro contro il Padre, ogni tanto si svegliava ancora nel cuore della notte, madido di sudore.
Capitava che sognasse anche Ishval, ma da quando si era impegnato attivamente per la sua ricostruzione, era riuscito un po’ a perdonare se stesso.
Quel luogo bianco invece, quello spazio che avrebbe potuto essere infinito o minuscolo, senza alcuna altra percezione dei sensi se non il portale alle proprie spalle e quell’essere bianco anch’esso, quello ancora tormentava i suoi incubi.
La Verità.
Una verità imparziale e crudele che gli aveva rubato la vista perché sognava il futuro della sua nazione. La stessa verità e lo stesso Dio che aveva anni prima tolto il corpo ad Alphonse e portato via un braccio e una gamba ad Acciaio, due bambini che troppo presto erano stati lasciati in balia del mondo e ne avevano pagato il prezzo.
Acciaio, che ora non era più un alchimista di stato. Non era più un alchimista punto e basta.
La mente alchemica più brillante che avesse mai incontrato ora era un semplice essere umano. Un uomo che dormiva al suo fianco.
Il suo uomo.
Aveva rinunciato a tutto ciò per cui avesse mai studiato per riavere un fratello per cui avrebbe dato anche la vita. La cosa più importante per lui.
Non avrebbe potuto esserne più ammirato e innamorato.
I lunghi capelli biondi sparsi sul cuscino, il suo respiro regolare riuscivano sempre a calmare il suo cuore impazzito, quando si svegliava da uno di quegli incubi ciechi in cui vedeva solo bianco.
Scivolò tra le lenzuola Roy, abbracciò Edward a sé, respirando il profumo dolce della pelle del suo collo.
Ah, stava già molto meglio.
«Roy?», mormorò assonnato Edward, stropicciandosi un occhio.
«Non volevo svegliarti, torna a dormire», mormorò l’altro.
Ci fu silenzio, tanto che Mustang credette che l’altro si fosse riaddormentato.
«L’hai sognato di nuovo?», chiese Ed.
Roy annuì nel buio, passando le dita tra le ciocche sciolte e setose di Edward.

Era una pratica che aveva imparato rilassava entrambi.
«Va tutto bene Roy, sei qui con me adesso», mormorò pigramente, ormai prossimo a cedere al sonno per davvero.
«Lo so»
«Ti amo stupido comandante supremo dalla faccia ancora più stipida. Ora dormi oppure Riza darà la colpa a me che sei sempre stanco», ridacchiò, cercando le sue labbra nel buio.

«Ti amo anch'io Ed»

Non doveva temere più quel posto. Aveva Edward al suo fianco e tutto andava bene.